COSA VISITARE

I SASSI DI MATERA

I Sassi di Matera costituiscono il centro storico della città di Matera. Il Sasso "Caveoso" e il Sasso "Barisano", insieme al rione "Civita", formano un complesso nucleo urbano. I Sassi di Matera sono stati iscritti nella lista dei patrimoni dell'umanità dall'UNESCO nel 1993. Sono stati il primo sito iscritto dell'Italia meridionale. L'iscrizione è stata motivata dal fatto che essi rappresentano un ecosistema urbano straordinario, capace di perpetuare dal più lontano passato preistorico i modi di abitare nelle caverne fino alla modernità. I Sassi di Matera costituiscono un esempio eccezionale di accurata utilizzazione nel tempo delle risorse della natura: acqua, suolo, energia.

MUSEO NAZIONALE DOMENICO RIDOLA

Il Museo Nazionale Domenico Ridola, istituito il 9 febbraio 1911, ha avuto origine grazie alla donazione allo Stato della collezione di reperti archeologici, raccolti dal Senatore Ridola, durante la sua attività di ricerca. Il primo nucleo del museo venne collocato nel seicentesco ex-convento delle Clarisse e conteneva materiali dal Paleolitico all'età del Bronzo, ed esposti in vetrine di legno.



PALAZZO LANFRANCHI

Palazzo Lanfranchi è il massimo monumento che rappresenta il periodo seicentesco a Matera. Davanti al portone è posta la scultura "La Goccia" di Kengiro Azuma. L'opera venne progettata e fatta costruire, tra il 1668 e il 1672, da Frate Francesco da Copertino su richiesta dell'arcivescovo Vincenzo Lanfranchi, con il fine di ospitare il Seminario diocesano. L'edificazione della struttura inglobò anche il "Convento del Carmine", preesistente. Nel 1864, dopo l'Unità d'Italia, il Palazzo Lanfranchi ospitò fino al 1967 il Liceo Classico"E. Duni", dove insegnò anche Pascoli dal 1882 al 1884.

CHIESA DEL PURGATORIO

Chiesa del Purgatorio, costruita nel 1747 in stile tardo barocco, presenta una facciata con decorazioni sul tema della morte e della redenzione delle anime. Notevole il portale in legno diviso in 36 riquadri che riporta in alto i teschi di prelati e regnanti ed in basso quelli di comuni cittadini. All'interno, a croce greca, vi è una cupola ottagonale.



CHIESA SANTA BARBARA

Le chiese rupestri del territorio di Matera, fondate principalmente nell'Alto Medioevo, sono edifici scavati nella roccia. Inizialmente nate come strutture religiose, nel corso del tempo hanno subito diverse trasformazioni d'uso, diventando abitazioni o ricoveri per animali. Sono un'importante testimonianza della presenza di comunità di monaci benedettini, longobardi e bizantini. Talune chiese, inoltre, pur nella sostanziale impostazione latina, presentano elementi bizantini, o viceversa, chiese architettonicamente greche hanno spazi liturgici di tipo latino. Le chiese rupestri contengono spesso affreschi ed elementi scultorei, che, oltre alla funzione decorativa, inducevano alla contemplazione e alla preghiera.

LA CATTEDRALE

La Cattedrale della Madonna della Bruna e di Sant'Eustachio è il luogo di culto cattolico principale di Matera, chiesa madre dell'arcidiocesi di Matera-Irsina. La cattedrale fu costruita in stile romanico pugliese nel XIII secolo sullo sperone più alto della Civita che divide i due Sassi. Sull'area dell'antico monastero benedettino di Sant'Eustachio, protettore della città, dove già tra il 1093 e il 1094 aveva soggiornato il Papa Urbano II, la Cattedrale fu edificata a partire dal 1230, alcuni anni dopo che Papa Innocenzo III aveva elevato la città di Matera al rango di arcidiocesi in unione con Acerenza; per fare in modo che il nuovo tempio dominasse con la sua mole le costruzioni circostanti e le due vallate sottostanti dei Sassi, fu necessario rialzare la base rocciosa di oltre sei metri.



CHIESA DI SANTA MARIA DE IDRIS

La Chiesa di Santa Maria de Idris, detta anche "Santa Maria de Idris" o "Madonna de Idris", si trova a Matera, all'interno dei Sassi. Si tratta di una chiesa rupestre, cioè scavata nella roccia. È situata nella parte alta del Monterrone, una grossa rupe calcarea che si erge nel mezzo del Sasso Caveoso; vi si arriva attraverso una rampa di scale vicina alla chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve. Il nome Idris deriva dal greco Odigitria, colei che mostra la via, oppure dall'acqua che sgorgava da quella roccia.

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